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Che lavoro fai2019-10-24T10:14:40+00:00

Dimmi che lavoro fai e ti dirò chi sei

Che mestiere fai?

L’addetto stampa

Quando rispondi così noti quasi sempre un certo sconcerto nel tuo interlocutore.

Ma che vuol dire? Cosa fai veramente?

Non è facile spiegare di aver costituito – dopo 25 anni vissuti all’interno di grandi aziende e gruppi internazionali – Mymediarelation, Società specializzata nella fornitura alle imprese del servizio di “press office”, ovvero la gestione delle relazioni con i media. Si tratta di una di quelle professioni “liquide”, poco conosciute nei dettagli, dove è difficile definire dei parametri sui quali misurare le performance. A me piace pensare all’addetto stampa come ad un “intermediario dell’informazione” che media tra le esigenze di comunicazione dei propri Clienti e quelle dei giornalisti, sempre alla ricerca di informazioni e dettagli interessanti per i loro articoli.

In altre parole, il compito dell’addetto stampa è quello di “trattare” i contenuti raccolti dai propri Clienti e renderli appetibili e fruibili ai media.
Valorizzare la reputazione, aumentare la visibilità e promuovere l’attività dei propri Clienti è l’obiettivo dell’addetto stampa.

In teoria parrebbe una cosa facile, nella pratica non lo è: i valori da mettere in campo sono diversi e non proprio scontati. Innanzitutto è necessario essere credibili. Il che significa lavorare tenendo sempre presente le necessità dei giornalisti e quelle dei Clienti, che non sempre, anzi quasi mai, collimano, sia in termini di contenuti sia di tempistiche.

È quindi necessario costruire nel tempo un rapporto individuale con i giornalisti e cercare una relazione empatica con i propri Clienti: relazioni basate sulla fiducia reciproca. Un’attività che richiede tempo e che comporta onestà intellettuale; si deve ragionare in un’ottica di lungo periodo, rinunciando necessariamente ai risultati immediati (spesso preda dei professionisti maggiormente dotati di grande abilità commerciale).

Ad occuparsi di ufficio stampa non è più “solamente” un giornalista, come succedeva agli albori, ma anche professionisti che provengono da mondi diversi e che hanno imparato a utilizzare la pluralità degli strumenti (più o meno classici) dell’informazione. Se parliamo poi di qualità, ci sono alcune caratteristiche che non possono mancare. E’ necessario essere proattivi, proponendo argomenti che possano catturare l’attenzione del giornalista che ogni giorno è inondato da un oceano di comunicati stampa, note, richieste di interviste ed altre amenità.

L’approfondita conoscenza del mondo dell’infor mazione e degli argomenti che si vanno a proporre, la curiosità, la velocità di pensiero e di azione, il rigore investigativo, la capacità di trovare ed incrociare contenuti e notizie riguardanti il settore di cui ci si occupa, l’abilità nel coinvolgere le persone, lo scrivere in modo adeguato, la disciplina organizzativa, sono tutte doti indispensabili. Tutto ciò fa la differenza tra un ufficio stampa ed un altro ma anche tra un account ed un altro…

Si sente sempre più spesso dire che l’avvento dei nuovi media e dei social stanno trasformando il modo di fare giornalismo. Questo cambiamento riguarda anche la professione dell’addetto stampa. In passato il comunicato stampa era considerato lo strumento di comunicazione per eccellenza. Oggi i modelli
di comunicazione tradizionale non sono più sufficienti per raggiungere risultati di eccellenza. E’ necessario “servirsi” di un maggior numero di opportunità al fine di moltiplicare le occasioni di visibilità ed aumentare la notorietà della struttura ed i prodotti del Cliente, senza dover ricorrere necessariamente ad utilizzare lo strumento classico della pubblicità (che rimane comunque uno degli strumenti a disposizione dei comunicatori e dei Clienti).

Il mestiere che faccio mi piace. La curiosità, il desiderio di migliorare (non accontentandomi dei risultati conseguiti, sempre alla ricerca di nuove sfide) e l’intraprendenza penso siano alcune delle caratteristiche del mio carattere che mi aiutano nel lavoro.

La cosa più importante? Il network: è il tuo garante, se lo costruisci con onestà e rispetto non ti abbondona mai.